{"id":7,"date":"2024-02-14T09:54:30","date_gmt":"2024-02-14T09:54:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionenazionalevittorioemanueleorlando.unina.it\/?page_id=7"},"modified":"2024-02-21T12:16:12","modified_gmt":"2024-02-21T12:16:12","slug":"biografia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.edizionenazionalevittorioemanueleorlando.unina.it\/index.php\/biografia\/","title":{"rendered":"Biografia"},"content":{"rendered":"\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\">Vittorio Emanuele Orlando, nato a Palermo il 19 maggio 1860, \u00e8 stato, per circa un settantennio, uno dei pi\u00f9 eminenti studiosi di diritto pubblico tra l\u2019ultima parte del diciannovesimo e la prima met\u00e0 del ventesimo secolo.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo ingegno, multiforme e poliedrico, fu messo al servizio dell\u2019Accademia, della Politica e dell\u2019Avvocatura, ponendo la scienza giuridica al servizio del prossimo e della Nazione.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Insigne giurista, fu non a caso definito il fondatore della scuola italiana di diritto pubblico.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu professore di Diritto costituzionale e di Diritto amministrativo (e per un breve periodo insegn\u00f2 anche Istituzioni di diritto romano) nelle Universit\u00e0 di Messina, Modena, Palermo e Roma. Fond\u00f2 a Palermo l\u2019<em>Archivio di diritto pubblico<\/em> che prese nel 1909 il titolo di <em>Rivista di diritto pubblico e della pubblica amministrazione in Italia<\/em>. Con i suoi scritti \u2013 oltre un centinaio di lavori, tra monografie e articoli in rivista, oltre alla promozione del\u00a0 <em>Primo trattato completo di diritto amministrativo italiano<\/em>, un\u2019opera monumentale i cui volumi furono pubblicati in oltre un trentennio (1900-1932) \u2013 ha offerto un contributo innovativo ed essenziale alla scienza giuridica del diritto pubblico italiano.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Trattato rappresenta una summa dei princ\u00ecpi dell\u2019organizzazione e dell\u2019attivit\u00e0 amministrativa ed elabora la teoria giuridica del diritto pubblico, mentre con i <em>Principi di diritto costituzionale<\/em> ed i <em>Principi di diritto amministrativo<\/em> Egli gett\u00f2 le basi della moderna giuspubblicistica italiana, riconoscendo autonoma dignit\u00e0 scientifica a quelle discipline rispetto al diritto privato. Avvocato di profonda erudizione, fu anche politico di primario livello, statista e uomo delle Istituzioni.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019apporto dato da Orlando alla vita politica del Paese ha rivestito importanza storica in numerose occasioni: nel 1903 propose, in qualit\u00e0 di Ministro della Pubblica Istruzione nel II Governo Giolitti (ricoprir\u00e0 lo stesso ruolo anche nel I Governo Tittoni), l\u2019istituzione della Commissione per l\u2019Edizione nazionale dei manoscritti e dei disegni di Leonardo da Vinci, poi istituita con decreto reale del 12 marzo 1905. Tra il 1907 e il 1917 ricopr\u00ec l\u2019incarico di Ministro di Grazia e Giustizia nel III Governo Giolitti e nel II Governo Salandra, e poi di Ministro dell\u2019Interno nel I Governo Boselli. Negli anni 1917-1919 fu nominato Presidente del Consiglio nel delicatissimo momento attraversato dal nostro Paese durante la I guerra mondiale, vivendo la tragedia di Caporetto e la resurrezione del Piave e di Vittorio Veneto. Nel 1919 rappresent\u00f2 l\u2019Italia nella Conferenza di pace di Parigi, tanto che ebbe l\u2019appellativo di \u201cPresidente della Vittoria\u201d, anche se ci\u00f2 gli procur\u00f2 non poche amarezze per non aver potuto far conseguire all\u2019Italia, pur vittoriosa, quanto in precedenza concordato con le altre nazioni.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1919 al 1920 Orlando fu presidente della Camera dei deputati. Il 10 agosto 1925 dette le dimissioni da deputato e si ritir\u00f2 dalla vita politica per le sopraffazioni e le violenze subite nelle elezioni amministrative palermitane, dove si era presentato a capo di una lista antifascista.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Si rifiut\u00f2 di iscriversi al partito nazionale fascista e pertanto dovette abbandonare l\u2019insegnamento nell\u2019Universit\u00e0 nel 1931; sicch\u00e9 si dedic\u00f2 solo alla professione forense.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornato all\u2019attivit\u00e0 politica dopo la liberazione di Roma, fu eletto all\u2019Assemblea costituente tra i candidati indipendenti proposti dalla Unione democratica nazionale, e presiedette quale decano le prime due \u00a0sedute dell\u2019Assemblea del 25 e 26 giugno 1946. Non fu, per\u00f2, designato a far parte della Commissione dei 75 delegata a redigere la bozza della nuova Costituzione. Nominato senatore di diritto in base alla terza disposizione transitoria della Costituzione quale ex Presidente del Consiglio, partecip\u00f2 ai lavori del Senato sui maggiori temi di politica estera e interna.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Mor\u00ec a Roma il 1\u00b0 dicembre 1952.\u00a0<\/p>\r\n<p style=\"text-align: right;\">Prof. Giovanni Leone<\/p>\r\n<p style=\"text-align: right;\">(Ordinario di diritto processuale amministrativo, Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II)<\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vittorio Emanuele Orlando, nato a Palermo il 19 maggio 1860, \u00e8 stato, per circa un settantennio, uno dei pi\u00f9 eminenti studiosi di diritto pubblico tra l\u2019ultima parte del diciannovesimo e la prima met\u00e0 del ventesimo secolo. 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